Penso a te, Amore mio.
Al tuo profumo. Sapevi sempre di buono, di fresco, di casa. Tu eri la mia casa. Il mio rifugio, il luogo dove ero al sicuro. Mettere la testa sulle tue gambe era come stare in paradiso. Penso alle tue mani fra i miei capelli, quando riposavo con la testa sul tuo grembo e tu stoicamente sopportavi il mio peso, per ore. Penso al tuo rituale di vestizione, ogni mattina, quando ti allacciavi i polsini con i gemelli, quando prendervi dall'armadio un fazzoletto pulito e lo infilavi in tasca, poi ti sedevi e ti chinavi ad allacciare le scarpe, sempre lucide, perfette. Poi ti alzavi, infilavi la giacca, e io ti spiavo mentre attraversavi il pianerottolo e poi scendevi le scale, per andare a fare colazione. Mi avevi lasciata addormentata a letto e io invece mi alzavo per osservarti di nascosto, per bere la tua presenza fino all'ultima goccia prima che tu sparissi nel mondo esterno, chiamato dal tuo lavoro... Penso ai tuoi passi sul parquet, i tuoi passi energici, decisi, di u...