Sins and Pins
E' follia scrivere online...permettere a chiunque di leggerti dentro. E' un'arma che metto li' a disposizione di chiunque. Ecco, prendi, pugnalami. Ti metto in mano il mio cuore, fanne cio' che vuoi.
Ma me lo avete chiesto e sono tornata.
Dopo avere cancellato tante volte per poi pentirmene subito dopo-
Forse buttare i miei pensieri online alla merce' di tutti è l'unico modo per non perderli.
Ho appena saputo che il mio vecchio computer non è leggibile e ora lo vogliono inviare da una ditta specializzata per salvare tutti i file e per restituirmeli.
L'idea di avere perso per sempre i filmati dei miei bambini da piccoli, le mie lettere d'amore, tutte le foto, i file di musica, i cartamodelli, gli schemi per l'uncinetto, le migliaia e migliaia di cose del tutto inutili per i piu' ma vitali per me, che ho scaricato da internet nell'arco di otto o nove anni, o forse piu'...questa idea di avere perduto tutto mi ha spinta a tornare e fare in modo che le stronzate che penso e che scrivo rimangano. Come monito per me stessa e per gli altri. Come cura contro l'angoscia che a intervalli regolari mi assale.
Scrivere per me è un bisogno primario, non riesco tanto a parlare e comunicare verbalmente, quando provo a dire una cosa mi aggroviglio tutta e viene fuori qualcosa di sconclusionato. Scrivendo riesco a tenere a bada, almeno un poco, la matassa che ho in testa.
E dunque questo diario sia, in modo che io abbia qualcosa di cui vergognarmi, rileggendo.
Mi piace tanto provare vergogna. Tiene a bada la mia superbia.
Peccati e spilli...i miei peccati di vanita', accidia, superbia, gola e ira. E gli spilli che uso per tenere insieme il mio Io frammentato , stracciato in mille pezzi. Faccio finta di cucire ma in realta' i pezzi di stoffa sono una metafora di me. Tanti pezzi ritagliati con cura ad uno ad uno, ma che non staranno mai insieme in modo armonioso. Ho la casa piena di lavori lasciati incompiuti, quasi terminati, quasi, quel quasi ad annullare il lavoro fatto fino a quel punto, ma anche a testimoniare che potrei. Ma non voglio. La stessa cosa che dicevano da me da bambina mi ha perseguitata per tutta la vita, intelligente ma non si applica. E se invece fossi una cretina totale che invece semplicemente non ce la fa?
Ma me lo avete chiesto e sono tornata.
Dopo avere cancellato tante volte per poi pentirmene subito dopo-
Forse buttare i miei pensieri online alla merce' di tutti è l'unico modo per non perderli.
Ho appena saputo che il mio vecchio computer non è leggibile e ora lo vogliono inviare da una ditta specializzata per salvare tutti i file e per restituirmeli.
L'idea di avere perso per sempre i filmati dei miei bambini da piccoli, le mie lettere d'amore, tutte le foto, i file di musica, i cartamodelli, gli schemi per l'uncinetto, le migliaia e migliaia di cose del tutto inutili per i piu' ma vitali per me, che ho scaricato da internet nell'arco di otto o nove anni, o forse piu'...questa idea di avere perduto tutto mi ha spinta a tornare e fare in modo che le stronzate che penso e che scrivo rimangano. Come monito per me stessa e per gli altri. Come cura contro l'angoscia che a intervalli regolari mi assale.
Scrivere per me è un bisogno primario, non riesco tanto a parlare e comunicare verbalmente, quando provo a dire una cosa mi aggroviglio tutta e viene fuori qualcosa di sconclusionato. Scrivendo riesco a tenere a bada, almeno un poco, la matassa che ho in testa.
E dunque questo diario sia, in modo che io abbia qualcosa di cui vergognarmi, rileggendo.
Mi piace tanto provare vergogna. Tiene a bada la mia superbia.
Peccati e spilli...i miei peccati di vanita', accidia, superbia, gola e ira. E gli spilli che uso per tenere insieme il mio Io frammentato , stracciato in mille pezzi. Faccio finta di cucire ma in realta' i pezzi di stoffa sono una metafora di me. Tanti pezzi ritagliati con cura ad uno ad uno, ma che non staranno mai insieme in modo armonioso. Ho la casa piena di lavori lasciati incompiuti, quasi terminati, quasi, quel quasi ad annullare il lavoro fatto fino a quel punto, ma anche a testimoniare che potrei. Ma non voglio. La stessa cosa che dicevano da me da bambina mi ha perseguitata per tutta la vita, intelligente ma non si applica. E se invece fossi una cretina totale che invece semplicemente non ce la fa?
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